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Quinta Edizione: situazione attuale e pronostici

11 gennaio 2012

Da quello che Mearls e Cook hanno scritto negli ultimi mesi sulla pagina di Legends & Lore, e dai pochi commenti nell’articolo su Forbes, sembra che la quinta edizione abbandonerà l’impostazione “carte e poteri” della quarta e andrà a ripescare meccaniche più vicine a quelle della terza, ma sarà impostata e presentata con una buona dose modularità, orizzontale e verticale.

L’imperativo sembra essere quello di fare un gioco che vada bene per qualunque gruppo di giocatori, con diversi livelli di complessità e approfondimento.

Per capirci, sperano di recuperare le due ali estreme del pubblico che hanno perso, ovvero quello che ama la semplicità e ha riscoperto le vecchie edizioni grazie ai vari retrocloni, e quello che non avendo digerito gli aspetti boardgame/strategici/MMO/CCG della quarta ha preferito continuare con la terza o è migrato verso Pathfinder.

Questo obiettivo è raggiungibile? Sicuramente sì, ed è anche coniugabile alla perfezione con le “necessità” non dichiarate ma sottintese e inevitabili di pubblicare, come sempre, dozzine di manuali.

Nella visione più ottimista, il nuovo d&d dovrebbe riuscire a ricondurre sotto lo stesso tetto tutti i giocatori, e potenzialmente tutto il materiale mai scritto. Per fare ciò, è chiaro che le nuove regole dovranno partire dai “minimi” fondamentali: Classe d’Armatura, Dadi Vita, il concetto di Tiro Salvezza, eccetera. Però dovranno anche soddisfare i giocatori più esigenti quanto a opzioni: razze, classi, abilità, talenti, saranno probabilmente presentati per “strati” di complessità (con etichette quali “base”, “esperto”, eccetera). Ad ogni strato potrebbero fare corrispondere sia scelte più ampie, sia meccaniche più complesse e articolate. Il tutto potrebbe funzionare molto bene, e se i differenti “strati” saranno equiparabili in termini di bilanciamento, si potrebbero anche creare gruppi in cui ciascun giocatore può scegliere che livello di regole scegliere per il proprio personaggio.

In ogni caso il playtesting pubblico della versione beta dovrebbe cominciare presto e già dai primi documenti che circoleranno si capirà molto di come sarà impostato il tutto. Alla Wizards potrebbero avere già deciso, nonostante le dichiarazioni roboanti di attenzione alle esigenze e ai desideri del pubblico, che alcuni punti del nuovo progetto non siano più in discussione, e di conseguenza potrebbero tranquillamente presentare per il playtest solo materiale parziale, ad esempio avventure rigide e lineari e personaggi pregenerati, senza divulgare molto delle nuove meccaniche né dell’impostazione editoriale e di presentazione.

Io e Monte Cook

Monte Cook (a destra), con il sottoscritto, a Lucca Games 2009. Avrei dovuto chiedergli qualche dettaglio: sarebbe stato un vero scoop, tre anni fa! ...o almeno avrei potuto pettinarmi...

3 commenti leave one →
  1. 12 gennaio 2012 10:58

    Non che la 3E sia meno CCG della 4E, visto che di suo il concetto di class-combo è l’equivalente RPGistico del deckbuilding di MTG. ^_^

    Il progetto è fattibile – anche inserire nuovi elementi di design senza soffermarsi troppo sul fare un mosaico di cose unicamente già esistenti – ma il vero problema sarà IMHO nelle teste dei giocatori: per fare un passo avanti, ognuno dovrà fare un passetto indietro.

    • 12 gennaio 2012 14:34

      Concordo! Stando alle dichiarazioni, l’obiettivo (utopico?) del team di sviluppo è offrire un sistema che supporti e soddisfi i fan di qualsiasi edizione, ovvero di qualsiasi approccio. Come faranno ad accontentare sia chi è abituato a un TS contro Veleno che potrebbe ucciderti, sia chi invece considera lo sviluppo di una build uno degli aspetti più interessanti del gioco? Hai ragione: non basterà un collage, ci vorranno idee nuove (e strutturate modularmente).
      Nelle teste dei giocatori, preferisco pensare che non ci siano problemi ma gusti: so quali aspetti, stili e prassi di d&d mi piacciono di più, e so quali edizioni li rispecchiano al meglio; accetto che altri abbiano altre priorità, e capisco che altre edizioni sono più adatte per loro.
      Certo il “problema” si crea quando si incontrano nello stesso tavolo giocatori dai gusti dissimili, e purtroppo non credo che alla WotC potranno fare molto al riguardo! Aspirano ad accontentare tutti, ma poi ogni tavolo applicherà lo stile di gioco (e i moduli di regolamento?) che preferisce.

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