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Miniature al Tavolo: Come e Perché

29 marzo 2013
E quelli sarebbero due orsi delle caverne. Se non altro, rendono bene l'idea del pericolo rappresentato da 7 dadi vita che stanno per arrivarti addosso!

Quando abbiamo cominciato a giocare, circa un anno fa, nelle prime sessioni non utilizzavamo alcun tipo di miniature. Dopo poche sessioni abbiamo iniziato a usarle per rappresentare comodamente l’ordine di marcia del gruppo. Ben presto abbiamo avvertito l’esigenza di usarle per i combattimenti: sono senza dubbio il modo più veloce e chiaro per capire dove si trovano i personaggi e i mostri, evitano fraintendimenti e possono anche rendere il gioco più interessante perché visualizzare chiaramente la scena può suggerire ai giocatori strategie e manovre, anche sfruttando gli elementi dello scenario, cioè mobilio, vegetazione, rocce e simili.

Non usiamo comunque regole aggiuntive particolari, se non quella che chi agisce (attacca, tira, ecc) può spostarsi di metà del movimento (che per la maggior parte dei personaggi vuol dire 6 metri, cioè 4 caselle da 1,5 m), e che chi vuole può caricare in linea retta e muovere così dell’intero movimento e poi attaccare in mischia.

Le miniature che usiamo non sono in piombo né in plastica e non sono dipinte con amore come quelle che potete vedere su Giochi e Pensieri. Sono tutte predipinte, e sono di due tipi: quelle prodotte dalla Wizards of the Coast, appositamente per D&D, e quelle della Wizkids, dalle linee di MageKnight, MageKnight Dungeon e persino HeroClix.

Usare queste miniature mi permette di tenerle alla rinfusa dentro scatole e scatolette senza dovermi preoccupare di romperle o rovinarne la pittura. Offre anche interessanti possibilità di determinazione casuale: quando per esempio il gruppo è colto totalmente alla sprovvista (per esempio in città, in una locanda, o quando si accampano all’aperto) prendo semplicemente le miniature in mano e le lascio ricadere sul foglio quadrettato per vedere come erano disposti in quel momento!

Non usiamo i così detti tiles, cioè tessere e sagome di cartone lussuosamente stampate raffiguranti stanze, sotterranei, caverne, prati e ogni altro tipo di terreno: è impossibile averne uno per ogni esigenza e se il tile non corrisponde esattamente per caratteristiche e dimensioni al luogo in cui si svolge l’azione utilizzarlo mi sembra inutile se non addirittura controproducente per la confusione che rischia di creare, o quanto meno una perdita di tempo perché costringerebbe a chiarire ogni volta le differenze tra il pezzo sul tavolo e il luogo che dovrebbe rappresentare. Usiamo, come vedere nella foto, un robustissimo foglio plasticato, quadrettato e genericamente grigio della Paizo, su cui si può disegnare con un pennarello cancellabile. Non di rado usiamo quello che c’è a portata di mano per rappresentare ostacoli e altri elementi scenici: una gomma può rappresentare un tavolo, delle “gemme” come quelle nella foto rappresentano in quel momento i tronchi degli alberi.

E quelli sarebbero due orsi delle caverne. Se non altro, rendono bene l'idea del pericolo rappresentato da 7 dadi vita che stanno per arrivarti addosso!

Quelli sarebbero due orsi delle caverne. Se non altro, rendono bene l’idea del pericolo rappresentato da 7 dadi vita che stanno per arrivarti addosso! I lupi-zombi a destra sarebbero invece tre muli, mentre il cane scheletro è in realtà un cane vivo e vegeto…

E’ una pratica senza controindicazioni? Anche se i vantaggi sono innegabili, personalmente credo che usare le miniature abbia anche qualche svantaggio. L’aspetto dei personaggi dei giocatori finisce col coincidere, nell’immaginazione, con quello dell’armatura utilizzata per rappresentarli, anche quando il modello scelto non è molto fedele (ed è praticamente impossibile trovarne uno perfetto, a meno di non modificarlo e ridipingerlo, o di fare al contrario e creare il personaggio partendo dal modello che si vuole usare). Tanto per dire, potete confrontare le differenze tra miniatura e personaggio considerando che nella foto il modello verde è Idril, mentre il guerriero calvo a destra rappresenta Viganeo.

Per i mostri si presenta un problema simile, le cui conseguenze ritengo però più gravi. E’ praticamente impossibile possedere un modello per ogni creatura (senza contare che spesso le creature incontrate appaiono in gruppi e non da sole, per cui per ciascun tipo servirebbero diversi modelli) e può anche capitare di usare in gioco creature di cui nessun modello è stato prodotto: mostri inventati dal master o inseriti in supplementi indipendenti. La soluzione più ovvia e frequente è andare per approssimazione usando le miniature che somigliano di più a ciò che dovrebbero rappresentare. A mio modo di vedere, però, questa pratica “uccide” una parte del gusto del gioco di ruolo: ciò che vedi riesce di solito a sopraffare ciò che hai immaginato in base alla descrizione fatta dal master, e questa mi sembra una “perdita” non irrilevante. I mostri sono uno degli ingredienti fondamentali di d&d e dovrebbero essere anche un po’ spaventosi, specie quando si affrontano creature che i giocatori non conoscono e di cui non riescono a valutare la pericolosità. Usare le miniature li banalizza un po’, li rende meno mostri e più pedine, e rischia di far sparire l’immagine mentale che ciascun giocatore avrebbe potuto farsi per sé, rendendo il mostro terrificante perché visualizzato in base alle proprie paure. Da questo punto vista, usare tappi di birra colorati avrebbe tutti i vantaggi, nessuno svantaggio e sarebbe economicamente più abbordabile!

E voi? Cosa ne pensate? Usate miniature, tiles, segnalini?

11 commenti leave one →
  1. 29 marzo 2013 14:51

    io le uso di carta, ripiegata a triangolo: di quelle che stanno in piedi da sole. Basta mettere una graffetta alla base, e sono bilanciate per reggere🙂
    Il vantaggio è che ciascuno può mettere l’immagine che vuole, e non costa niente stampare quanti mostri si vuole.
    Per i mostri, se non ho le miniature di carta, faccio dei foglietti su cui scrivo il nome del mostro: una soluzione un po’ triste, ma efficace. Lo stesso trucco lo uso per i “props”, ovvero pozze di fango, olio, fuochi appiccati, eccetera.

    In realtà vorrei tanto procurarmi una lavagna bianca abbastanza grande, per scriverci su con il pennarello e disegnare gli ambienti.
    A volte uso le miniature di heroquest, almeno per i mostri minori è facile trovare corrispondenza.

    La cosa migliore, però, sarebbe usare i tiles, i quadratini piatti da spostare di volta in volta. Appena avrò tempo di disegnarli con photoshop…😦

    • 29 marzo 2013 16:21

      Perché realizzare i tiles con photoshop? Su internet sono certo che puoi trovarne a bizzeffe pronti da stampare!

  2. 30 marzo 2013 04:43

    Le miniature hanno un altro difetto: possono essere fonte di distrazione quanto i dadi al di fuori del combattimento (visto che il tiratore compulsivo o l’onanista dalle mani sempre impegnate non ha età).

  3. 30 marzo 2013 09:19

    In passato non era per me concepibile giocare senza le miniature, proprio per i vantaggi di chiarezza e incoraggiamento all’inventiva dei personaggi che ne derivano; qualche mio giocatore si divertiva addirittura a comprare, convertire e pitturare una miniatura apposita per ogni suo nuovo personaggio, e così nel corso del tempo il già fornito parco modelli è andato espandendosi…
    Poi, dopo gli eccessi regolistici della 3.0 e successive, l’uso delle miniature è andato scemando.
    Le ho rispolverate l’anno scorso, in concomitanza con il ritrovato amore per AD&D (per giocare il quale sono uno strumento non fondamentale, ma senz’altro molto utile), e devo dire che ora fatico un po’ a privarmene, specialmente in gruppi superiori ai 3 giocatori.

    Come mappa usavamo dei vetusti Dungeon Floor Plans della GW, ma ora siamo passati anche noi al foglio plasticato e ai pennarelli cancellabili (anche se cerchiamo di non farci fuorviare troppo dai quadretti, che sono un pratico strumento di misurazione ma anche, a volte, un limite alla libertà d’azione).

    Concordo peraltro con te sui pregi e difetti dell’uso delle miniature: possono aiutare immensamente a visualizzare una scena (specialmente di combattimento), ma permettono anche calcoli precisi (“piazzo la palla di fuoco esattamente in questo punto, così sono sicuro di beccare i tre ghoul ma non i miei compagni”) che a mio avviso tolgono qualcosa al fascino dell’immedesimazione.

  4. 30 marzo 2013 09:29

    Anch’io uso il battlemat della Paizo (o dei semplici fogli di carta scarabocchiati, a seconda dell’occasione): comodo, economico e non troppo invasivo.
    Non uso sempre le miniature, tranne che con la 4e, che le richiede, e per gestire le situazioni particolarmente confuse. In media non stiamo neanche troppo attenti alla forma della miniatura, e finiamo per utilizzare semplici pedoni o segnalini per i nemici “standard”. I PG e i nemici più importanti hanno ovviamente la loro miniatura.

    Se da una parte è vero che le miniatura “rubano” una piccola parte di immaginazione al gioco, dall’altra per me sono anche uno strumento utilissimo, che aiutano ad evitare le incongruenze che possono sorgere nello spazio immaginario condiviso dei giocatori, come:
    “ma no, io ero più indietro!”
    “aspetta, come ha fatto ad arrivarmi alle spalle?”
    “ehi, non avevo capito che era COSI’ grosso…”
    “Sì che ci arrivo con la carica!”
    E via dicendo, che spesso causano più danni del vedere la miniatura dell’orco o del drago di turno sulla mappa.

  5. 30 marzo 2013 11:20

    Quando ho iniziato a giocare a D&D negli anni 90 non usavo miniature, poi però con i primi modelini collezionati ho iniziato ad amarne la praticità, invece di dover continuare a tener nota di chi combatteva chi era più semplice avere davantyi i modelli posizionati. Con D&D 3 e 3.5 poi è quasi impossibile giocare senza modelli.

    Paradossalmente giocando a Martelli da Guerra nessuno del gruppo ha mai avvertito l’esigenza di avere le miiature sul tavolo, sebbene tutti avessimo eserciti GW e quindi non fosse un problema avere i modelli giusti.

    Ora che gioco quasi solo skype gioco forza sono tornato ad utilizzare delle regole che non necessitino di miniature sul tavolo e mi rendo conto che negli ultimi anni ne avevo spravvalutato l’utilità. In realtà quando si giocano combattimenti concitati non c’è nessuno nessun bisogno di preoccuparsi se in un dato momento sono tutti su uno o se si cabia continuamente l’avversario che si ha di fronte.

    Ciò paradossalmente proprio quando ho dato sfogo a tutte le mie esigenze in campo di modellini comprandomi 270 e più bones al Kickstater della Reaper.

    • 2 aprile 2013 18:39

      Ho visto! Sembrano stupende! Le dipingerai? ^^

      • 2 aprile 2013 18:46

        Ho un po’ di problemi con un bel lavoroche però è molto distante da casa e che richiede parecchi straordinari. Le più grandi le farò dipingere da degli amici del club di warhammer, le altre con molta più calma e pazienza le farò io.

  6. 30 marzo 2013 13:44

    non mi hanno mai appassionato più di tanto….

  7. Umberto Pignatelli permalink
    5 aprile 2013 11:09

    Anche io uso Battlemat della paizo e miniature di carta. Le migliori, a mio modesto parere, al momento sono quelle della Okum Arts. Scarichi in pdf, stampi, incolli, ritagli et voila! Costano molto poco e ne puoi stampare quante ne vuoi.
    Al momento ne ho “pronte” piu` di 200. Le tengo sbasettatte in un raccoglitore ad anelli tipo quelli per le carte di Magic e le tiro fuori alla bisogna.

    http://www.rpgnow.com/index.php?keywords=Okum&x=-1379&y=-265&author=&artist=&pfrom=&pto=

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