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Addio a Jack Vance

30 maggio 2013
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E’ morto domenica uno degli “zii” di d&d. John Holbrook (questo il vero nome dello scrittore americano) ha influenzato drasticamente il sistema di gioco di Dungeons & Dragons, pur senza essere annoverato tra gli autori del gioco, perché dal suo ciclo della Dying Earth è stato mutuato il sistema magico di base di d&d, che impone ai maghi di memorizzare gli incantesimi prima di lanciarli e che al momento del lancio scompaiono dalla memoria dell’incantatore.

Il sistema vanciano all’interno di d&d è da sempre oggetto di critiche da parte di molti giocatori. Alcuni non riescono a spiegarsi come una cosa memorizzata possa essere “dimenticata”. Altri ne criticano, non senza buone ragioni, la mancanza di flessibilità.

L’effetto di queste critiche è stato un proliferare di house rules ma anche di varianti ufficiali, come lo stregone, che si sono assommate negli anni.

Io invece negli ultimi anni ho imparato ad apprezzarlo, anche perché l’ho fatto mio e penso di averlo reso più vanciano ancora, grazie (come quasi sempre nelle mie house rules) ai contributi e alle idee di altri blogger della scena OSR, come questo ottimo articolo.

Al mio tavolo il Potere di un mago (pari al suo livello più il mod. di Intelligenza) indica quante formule magiche può preparare e tenere sotto controllo nella propria mente così da poterle lanciare in pochi secondi quando vuole, rilasciando l’incantesimo che teneva plasmato e attivo nella propria testa. E poiché ogni incantesimo è un’entità, il mago non può preparare due volte lo stesso sortilegio, allo stesso modo in cui io non posso sapere a memoria il Cinque Maggio due volte.

Il limite del Potere è l’unico che pongo: niente tabella che suddivide la mente del mago in “spell slots”. Perciò un mago con Potere 7 può memorizzare sette magie, di qualunque livello siano, purché le abbia a disposizione nel proprio grimorio. I maghi dei primi livelli possono quindi preparare più magie rispetto alle regole classiche, mentre quelli di livello più alto possono memorizzarne molte meno, ma comunque molte di più (potenzialmente tutte) di livello più alto.

Al di là del limite del Potere, qualunque mago può preparare un sortilegio in maniera rituale, “sforando” così il numero di magie giornaliere.

Questa la regola di base. In realtà, forse l’aspetto più divertente della narrativa di Vance che non è stato riprodotto nelle regole di d&d è la possibilità concreta che la magia funzioni male, che qualcosa vada storto. Questa ipotesi in d&d sembra verificarsi di continuo quando serve per giustificare le creature e gli oggetti magici più assurdi inventati nel corso degli anni, ma in gioco semplicemente non può succedere.

Perciò al mio tavolo se un mago si attiene alla regola base, e ha con sé il proprio focus e non indossa armature, non rischia nulla e gli incantesimi riescono senza incidenti.

Ma ci sono modi per infrangere le regole, andare al di là dei propri limiti, e così rischiare qualcosa.

Perciò i maghi al mio tavolo in realtà possono…

-memorizzare lo stesso incantesimo più volte

-arrischiarsi a lanciare magie senza il proprio focus

-memorizzare magie di un livello al quale non hanno ancora accesso (con l’accesso regolamentato secondo le regole usuali), purché ovviamente siano riusciti a trascriverli nel proprio grimorio

-lanciare magie indossando armature, elmi, scudi

Queste “infrazioni” determinano quindi la possibilità di causare incidenti magici, per i quali ho creato ovviamente una tabella.

Hai appena distrutto il tuo focus, Ron.

Mi chiedo perché negli anni gli autori che si sono avvicendati sulle regole di d&d non abbiano mai tentato di ridisegnare il sistema di base. Gli hanno affiancato delle varianti (come lo Stregone) oppure lo hanno accantonato del tutto nel contesto della Quarta Edizione.

6 commenti leave one →
  1. 30 maggio 2013 19:11

    Saluto anche qui l’indimenticabile Jack😦

    Non è vero che gli autori non abbiano completamente stravolto il sistema magico ce ne sono tantissimi (tra cui il tuo e simili) ma c’è un certo fascino nell’illogicità del sistema “fire and forget”🙂

    Detto questo ora non ricordo bene il tuo sistema ma se quando lanci un incantesimo lo dimentichi allora forse non stai esattamente “memorizzando” ma stai in qualche modo scaricando una forma energetica tenuta da parte (scaricando una cartuccia) nel qual caso puoi benissimo avere cartucce con lo stesso contenuto, se invece parliamo di memoria come “mandare a memoria il 5 Maggio” beh allora ovviamente non lo puoi memorizzare più volte ma probabilmente non lo reciterai mai allo stesso modo per cui dovrai verificare ogni volta (tirare) con quanto pathos lo hai fatto e/o quanto hai commosso il pubblico….

    • 30 maggio 2013 19:28

      Sì ma infatti a me piace molto! La spiegazione che fornisco ai giocatori riguardo al limite di una sola “copia” preparata per incantesimo è che nel momento in cui lo prepari di fatto evochi e dai vita a un’entità, che in quanto tale non sarebbe duplicabile.
      Tuttavia lascio al mago la possibilità di contravvenire a questa regola memorizzando più volte lo stesso incantesimo. Il costo da pagare è però un 5% (cumulativo per ogni duplicato, e cumulativo con le altre infrazioni di cui ho scritto) di fallire e subire un incidente magico per ogni lancio di incantesimi.

  2. 31 maggio 2013 10:00

    Nella 4e non l’hanno affatto abbandonato… l’hanno esteso a tutte le classi!😀

    Ovviamente non hanno modificato il sistema magico di base per evitare un insorgere dei fan, ma sono d’accordo con te sul fatto che l’aspetto più divertente della magia vanciana doc sia la fallibilità dei maghi. Al contrario, in d&d, pare proprio che i maghi siano gli unici ad avere sempre un 100% di successo quando usano la loro abilità di classe!

  3. 1 giugno 2013 06:50

    Tralasciando che D&D non ha mai avuto un sistema vanciano pure, IMHO il problema è che la magia è stata ibridata/incasinata/rovinata già da AD&D, rendendola oltre che pseudo-vanciana anche decamprattiana (con il paradigma VSM).

    Come fa notare Qi-Long, nella 4E il vanciano c’è ancora grazie agli incantesimi Giornalieri/Incontro.

    Il vanciano se ben usato rende, soprattutto se si fa uso di schemi ad alveare per la memorizzazione.

  4. brunobac permalink
    1 giugno 2013 20:32

    Complimenti per il blog, e per aver dedicato un piccolo omaggio al buon Vance. Quanto al modo d’interpretare la magia, funzionava per i suoi racconti, non è colpa di Vance se è stato “cooptato” in D&D! E tutto sommato il sistema magico è l’unica parte che mi affascina in un regolamento che ritengo brutto, ad ogni modo le potenzialità del mago in qualche modo vanno limitate e il “tira e poi dimentica” è un modo come un altro…

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